Analizziamo i consumi reali dell’immobile, verifichiamo quale incentivo conviene e realizziamo l’intervento. A Cefalù, nelle Madonie e sulla costa da Bagheria a Sant’Agata di Militello.
La pompa di calore riscalda d’inverno, raffresca d’estate e produce l’acqua calda sanitaria. Al posto di due impianti separati, con due manutenzioni e due bollette, ne resta uno solo che funziona a energia elettrica.
Niente allaccio, niente canna fumaria, niente controllo dei fumi e niente libretto della caldaia. Per chi oggi usa GPL o gasolio, sparisce anche il rifornimento del serbatoio.
La bolletta del gas si azzera e cresce quella elettrica, ma di meno: per ogni unità di energia elettrica consumata la macchina ne restituisce diverse sotto forma di calore. Quanto conviene nel caso specifico si calcola sulle bollette vere, non su una media.
Chi oggi sostituisce la caldaia con un’altra caldaia a gas paga tutto di tasca propria. Pompe di calore e sistemi ibridi rientrano invece sia nelle detrazioni sia nel Conto Termico. È la ragione principale per cui conviene ragionarci adesso.
Non sempre si smonta tutto. In alcune situazioni la pompa di calore lavora insieme alla caldaia esistente, che resta per le giornate più fredde. Si valuta caso per caso, ed è spesso la strada più economica.
Non lo proponiamo a chiunque. Ci sono immobili in cui l’intervento conviene poco, e in quel caso lo diciamo prima di fare il preventivo, non dopo.
Quattro controlli che decidono se l’intervento ha senso e quanto costa davvero. Li facciamo prima di mettere un numero sulla carta.
Una pompa di calore assorbe corrente. Se il contatore è da 3 kW spesso va aumentato, e in alcuni casi conviene passare a trifase. La pratica con il distributore la seguiamo noi.
Radiatori, ventilconvettori o pavimento radiante lavorano a temperature diverse. Verifichiamo se quelli esistenti bastano o se qualche ambiente va integrato: è la voce che più spesso cambia il costo finale.
Serve uno spazio ventilato, raggiungibile per la manutenzione e a distanza ragionevole dalle finestre dei vicini. Nei centri storici e nei condomini si guarda anche cosa consente il regolamento.
Sono il dato che rende reale il calcolo del risparmio. Senza quelle si possono solo fare stime di categoria, che non servono a decidere.
Su ogni intervento va scelta una delle due, e quale conviene dipende dal reddito, dal tipo di immobile e da quanto si vuole aspettare per rientrare della spesa. Il confronto lo facciamo prima del preventivo.
Nel 2026 la quota è più alta sull’abitazione principale e più bassa sugli altri immobili, e dal 2027 scende in entrambi i casi. Conviene a chi ha capienza fiscale sufficiente per assorbire le quote annuali.
Il GSE eroga un contributo in conto capitale, in tempi brevi e in rata unica sotto una certa soglia. È la strada per chi ha poca capienza fiscale o preferisce rientrare subito, ma i fondi sono a esaurimento.
Le percentuali e i massimali cambiano secondo l’intervento e la situazione di chi lo fa, quindi non le scriviamo qui: le verifichiamo sul caso specifico e le mettiamo nero su bianco nel preventivo. Una percentuale promessa e non confermata è un problema, non un argomento di vendita.
Alcuni interventi costano poco, si fanno in una giornata e si vedono in bolletta. Spesso sono il modo giusto per iniziare, soprattutto quando la caldaia ha ancora qualche anno davanti.
Sostituzione del vecchio boiler elettrico, che è quasi sempre la voce più pesante e meno visibile della bolletta. Intervento contenuto, rientrabile in tempi brevi e incentivabile. Su una seconda casa o un appartamento in affitto è spesso il primo passo che ha senso fare.
Valvole termostatiche, cronotermostati e regolazione per zone, cosí si riscalda quello che serve quando serve. Insieme alla coibentazione delle tubazioni e della centrale termica, dove il calore si perde prima ancora di arrivare nelle stanze.
Illuminazione a LED, rifasamento e revisione dei quadri. Su strutture ricettive, negozi e attività con molte ore di accensione è l’intervento che si nota per primo in bolletta, e non richiede di fermare il lavoro.
Seguiamo un metodo ordinato partendo dalle bollette fino ad arrivare alla pratica chiusa.
Il sopralluogo e l’analisi dei consumi non si pagano, anche se poi decidi di non fare niente o di affidare i lavori a qualcun altro.
Scrivici che impianto hai adesso e quanto spendi in un anno: ti diciamo se conviene intervenire e da dove.
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